COME SI FA LA RACCOLTA DEI FUNGHI?

Per raccogliere nel modo più corretto i funghi bisogna sapere come fare: insomma, non è cosa da principianti. Occorre svegliarsi di buon’ora, procurarsi un cestino di vimini e darsi a una raccolta rispettosa di questi curiosi frutti. L’importante è non danneggiare la pianta del fungo (quella invisibile) e soprattutto lasciare stare, dove si trovano, le varietà di funghi non commestibili.

La raccolta va effettuata manualmente o mediante l’uso di un coltello, evitando di strappare dal terreno i funghi e, con essi, parte del micelio sotterraneo. È vietato utilizzare rastrelli, uncini o altri strumenti che possano danneggiare lo strato umifero del terreno.

Generalmente la raccolta dei funghi si concentra nei mesi autunnali, almeno fino a fine del mese di ottobre, ma in alcuni casi, già a partire dall’estate è possibile tornare a casa con il cestino pieno. Insomma, il periodo della raccolta di funghi varia molto a seconda del clima e della latitudine, e ovviamente, dalle precipitazioni che si sono verificate. Quel che è certo è che il miglior momento della giornata per raccogliere funghi è il primo mattino, per cui se vuoi portare a casa una buona quantità di funghi, punta la sveglia e mettiti in cammino con un cestino di vimini ben capiente.

Dove si raccolgono i funghi?

I luoghi migliori sono i boschi di latifoglie, ma anche prati, pascoli, montagna. In linea di massima, visto che i funghi si scambiano preziose sostanze con l’ambiente in cui sono collocati, è più facile trovarli in boschi giovani o dove c’è stato un taglio recente.

Cosa serve per andare a cercare funghi?

Ecco infine un breve elenco di ciò che dovete avere se volete andare per funghi e diventare raccoglitori.

  1. Giacca impermeabile.
  2. Scarponi e calze di lana.
  3. Un bastone.
  4. Un coltellino da raccoglitore.
  5. Un cestino di vimini.

LA RACCOLTA DEI FUNGHI

Disposizioni

La raccolta dei funghi nell’ambito del territorio del Baldo Garda è consentita nel rispetto delle leggi della Regione del Veneto n. 23/1996 e n. 7/2012 e delle disposizioni operative di seguito riportate. Il pagamento del permesso per la racconta funghi può essere effettuato oltre che con bollettino anche attraverso sistema di pagamento PagoPa. Insomma bisogna avere il tesserino.

Chi può raccogliere i funghi?

Ogni persona in possesso del tesserino può raccogliere non più di tre kg di funghi, fatta eccezione per i raccoglitori a scopo di lavoro in possesso del tesserino speciale ai quali è consentito un quantitativo massimo giornaliero di kg 15.

Generalità La raccolta dei funghi nell’ambito del territorio della Comunità Montana del Baldo è consentita nel rispetto della legge regionale n. 19.8.1996 n. 23 e della L.R. 31.1.2012 n. 7 nonché delle disposizioni esecutive di attuazione emanate dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 739 del 2.5.2012 e delle presenti norme.

Chi controlla raccolta funghi?

Gli Ispettorati micologici, presso i quali operano micologi abilitati, hanno funzioni di vigilanza, controllo e certificazione di commestibilità dei funghi spontanei per aziende e privati cittadini.

Dove si fa il permesso per i funghi?

Chiunque voglia raccogliere funghi epigei freschi, per passione o per lavoro, deve chiedere un permesso al Comune di residenza. Il permesso può essere richiesto solo dopo aver frequentato un corso, e quindi conseguito l’attestato d’idoneità, presso la ASL di appartenenza o presso un’associazione micologica.

Quanti funghi si possono raccogliere senza tesserino?

L’attività può essere esercitata esclusivamente nei boschi e nei terreni non coltivati, sempre che apposite tabelle non ne segnalino il divieto. Ogni persona può raccogliere fino a 3 kg di funghi al giorno di cui non più di 1 kg di Ovuli buoni (Amanita caesarea) e 1 kg di Prugnoli (Calocybe gambosa)

Sanzioni amministrative

  • da € 50,00 a € 208,00 per chi esercita la raccolta dei funghi senza il titolo per la raccolta;
  • da euro 78,00 a euro 156,00 per chi esercita la raccolta dei funghi al di fuori delle giornate nelle quali è consentita o in violazione delle limitazioni temporali disposte dalla Giunta regionale;

COME RICONOSCERE I FUNGHI VELENOSI

Per riconoscere i funghi velenosi ed evitare il rischio di avvelenamento, è importante anche prendere alcune precauzioni, durante la raccolta e nelle fasi successive.

Scartate funghi che hanno un anello sotto al gambo: molti funghi con questa caratteristica sono velenosi. Non raccogliete funghi con gambo o cappello rosso: la natura vi sta avvertendo, con il colore rosso, che quel fungo può essere pericoloso.

  • Preferite funghi con le lamelle marrone o marrone chiaro. Allo stesso modo cercate funghi senza squame sul cappello.
  • Scartate funghi che hanno un anello sotto al gambo: molti funghi con questa caratteristica sono velenosi.
  • Non raccogliete funghi con gambo o cappello rosso: la natura vi sta avvertendo, con il colore rosso, che quel fungo può essere pericoloso.
  • Non riporre nello stesso cesto i funghi commestibili e quelli su cui avete dubbi.
  • Evitare di raccogliere i funghi se ancora molto piccoli in quanto è più complicato capire bene di quale specie si tratta.
  • Cuocere bene i funghi commestibili raccolti, in modo da renderli più digeribili.
  • Conservare i funghi in frigorifero e consumarli entro 48 ore dalla loro raccolta.
  • Se nonostante tutto, credete di aver consumato funghi velenosi, alla comparsa di eventuali sintomi, raggiungete subito l’ospedale più vicino e portate con voi un campione del fungo incriminato in modo tale da permettere al personale esperto di effettuare delle analisi che permettano di capire il livello di tossicità.

FUNGHI VELENOSI PIÚ COMUNI

Tra le tante possibili specie di funghi velenosi, abbiamo selezionato le cinque più diffuse e anche più rischiose.

  • Amanita primaverile. Di colore bianco, è anche chiamato “l’ovulo della morte” in quanto richiama, in modo perfido, un tipo di funghi molto diffusi e graditi ai consumatori. Gli ovuli, appunto. Il gambo è bianco, la base bulbosa e il cappello liscio: può essere mortale.
  • Amanita muscaria. Si chiama così in quanto contiene la muscarina, una sostanza in grado di danneggiare il sistema nervoso dell’uomo con conseguenze imprevedibili. La sua arma segreta è la bellezza: si presenta con un cappello che può arrivare a un diametro di 20 centimetri, di colore rosso intenso con maculature bianco. Sembra venire fuori da un libro di favole per bambini, eppure è il fungo velenoso per antonomasia.

  • Porcino malefico. Anche in questo caso il rischio è fare confusione con una specie di funghi molto diffusa e molto usata a tavola. Però il porcino malefico ha connotati precisi: il cappello è bianco in superficie e arancione nella parte inferiore e con un gambo sodo tendente al rosso. Possiamo riconoscerlo ed evitarlo.
  • Russula emetica. E’ conosciuta anche come la “colombina rossa” per il colore del suo cappello, il cui diametro è tra gli 8 e i 10 centimetri. Le sue lamelle sono elastiche, fitte e bianche. Ha un sapore poco gradevole e piccantissimo.
  • Amanita Verna.  Cappello, lamelle e gambe di questo fungo sono bianchi. La sua estrema pericolosità sta nel fatto che non si distingue facilmente dal prataiolo, fungo assolutamente commestibile. Se non per un elemento decisivo: le lamelle del prataiolo non sono bianche, ma rosa, rosso o viola.
  • Lepiota cristata. Fungo di piccola taglia, molto velenoso.

COME RICONOSCERE I FUNGHI COMMESTIBILI

Tornando alle false credenze, per esempio è assolutamente falso che un fungo velenoso si possa riconoscere attraverso la prova dell’aglio (o della cipolla), ovvero se annerisce questi condimenti durante la sua cottura. Come non è vero che i funghi velenosi possano essere riconosciuti dall’odore o dall’aspetto, dalla posizione e dal colore. E’ falso che i funghi di colore bianco siano tutti commestibili, e non è vero che sono sicuri tutti quelli che crescono sotto i castagni. Per evitare brutte sorprese, la cosa migliore è procedere all’inverso, ovvero identificare prima quali sono i funghi sicuramente commestibili. In questo video, molto ben fatto, trovate i 15 top, e come vedete c’è un’ampia scelta a vostra disposizione.

Ecco allora alcuni consigli utili su come riconoscere le diverse specie di funghi commestibili:

  • Le Russule si dividono in diverse varietà, quasi tutte commestibili tranne una, la Russula Emetica caratterizzata da un cappello rosso intenso.
  • Tra le altre specie commestibili vi sono poi i funghi porcini, una tra le specie più conosciute e pregiate, le Mazze di tamburo, i Galletti e le Amanite Caesarea da non confondere assolutamente con l’Amanita Phaloides, una varietà velenosa. Tra le altre specie commestibili troviamo Agaricus campestris (Prataiolo), Boletus aereus (Porcino nero), Boletus aestivalis (Porcino reticolato), Calocybe Gambosa (Fungo di San Giorgio) e Cantharellus Cibarius (Gallinaccio).
  • Tra le specie non commestibili troviamo invece: Agaricus xanthoderma (Prataiolo giallastro), Boletus erythropus (Gambo rosso), Hypholoma fascicularis (Falsi chiodini),Omphalotus Olearius (Fungo dell’Olivo) e Lactarius Torminosus (Peveraccio delle coliche).